Per scoprire il nostro vero nome, per accettarci in modo autentico, per onorare il mistero che ognuno di noi possiede, dobbiamo stare presso di noi, più che confrontarci con gli altri. Imparare a dimorare nel proprio cuore. Se una persona non si stima cadrà certamente nel confronto con gli altri. Sarà portato a dare potere agli altri. Dipenderà dai loro pareri, dalle loro opinioni, dalla loro approvazione. Quando la nostra autostima è scarsa rimaniamo feriti per un nonnulla, come se non avessimo una nostra personalità. Non si vive in prima persona, da protagonisti, ma si sopravvive. Stare presso di sé significa fidarsi dei propri sentimenti, rimanere in contatto continuo con il personale sentire, con il proprio vissuto, sapere di valere comunque. Invece di dare la colpa agli altri dei nostri problemi, bisognerebbe imparare a stare di fronte alla propria interiorità, a percepire chi siamo in profondità, a onorare il nostro corpo, non a usarlo o a farlo usare.
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1 Commento
La mia disistima con gli effetti che tu hai descritto per me si è formata nel periodo dell’infanzia, poi c’è il rischio di addossare da adulti tutte le colpe ai nostri poveri genitori. Se si vuole diventare veramente adulti bisogna accettarsi per quello che si è, cosa non semplice e non indolore. A me è comportato è comporta, obbiettività, autenticità, accettazione e abbondono al Padre nei momenti di confusione. Quando si cammina non sempre tutto è chiaro, la nostra mente ha una funzione relativa, lo Spirito ci guida portandoci lentamente all’Individuazione che è la scoperta dell’immagine di Dio in noi. Questo per me è il nostro vero scopo l’unico degno di senso.